Il nostro Orto

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Storia

 L'Orto Botanico dell'Università di Genova venne fondato nel 1803 da Domenico Viviani, suo primo direttore, su una piccola porzione dell'antica tenuta del Collegio di S. Gerolamo in Balbi, posseduto sino alla fine del '700 dalla congregazione dei Gesuiti. Pur essendo limitato nel numero delle specie coltivate (1011), si distingueva per la peculiarità didattica e per la collezione di piante officinali.

Nel 1892, grazie a una donazione di Sir Thomas Hanbury, proprietario dal 1867 di un giardino di acclimatazione a La Mortola (Ventimiglia), fu costruito il nuovo edificio del Regio Istituto di Botanica. La struttura venne inaugurata nell'ambito delle manifestazioni del IV centenario della scoperta dell'America; in tale occasione, proprio a Genova si tenne anche il primo Congresso Internazionale di Botanica in Italia.

Nell'ottocento e nel novecento, dopo il Viviani, si succedettero alla direzione dell'Orto Botanico e dell'Istituto, studiosi di fama mondiale, quali Giuseppe De Notaris, Federico Delpino, Ottone Penzig e Rodolfo Pichi Sermolli.

Il bombardamento e la distruzione dell'Orto e dell'Istituto, di cui rimasero solo i muri perimetrali, durante la seconda Guerra mondiale, portarono profondi cambiamenti alla fisionomia del giardino.

Nel dopoguerra l’Orto fu gradualmente ricostruito con l'ampliamento e il rinnovo delle serre così da assumere l’aspetto attuale. La revisione e l'incremento della collezione delle felci diede un notevole lustro in un campo che aveva già reso famoso il giardino genovese per i suoi esemplari, fin dai primi tempi.

L'assetto attuale

L'Orto Botanico, è inserito nell'antico centro storico della città e possiede la superficie di circa un ettaro. Gli esemplari presenti nell'Orto Botanico attualmente si aggirano intorno alle 4000 unità, a rappresentare circa 2000 taxa. Due vasti pianori a Nord e a Sud delle Serre sono sistemati a giardino con vasche acquatiche e ospitano alberi di notevoli dimensioni, oltre a un tipico bosco mediterraneo e collezioni di felci (Osmunda regalis) e palme. 

Risalgono al tempo della fondazione dell’orto e sono oggi ancora vivi, alcuni esemplari che talvolta faticano a sopportare il grande peso dei loro anni: altissimi cipressi (Cupressus sempervirens L.), un vecchio cedro del Libano (Cedrus libani A. Rich.), una maestosa Firmiana simplex (L.) W.F.Wight, una Gleditsia triacanthos L. e una Sequoia sempervirens (D. Don).

 

 

Le serre

Circa 1000 metri quadrati sono coperti da 6 serre costruite su tre diversi livelli. Esse riproducono varie situazioni ambientali: la prima ospita felci con diversi esemplari arborei, tra cui 3 specie del genere Cibotium provenienti dall’America centro meridionale e l’asiatica e rara Angiopteris evecta;    la seconda serra accoglie piante tropicali di alto fusto in piena terra, tra cui sono da ricordare bellissimi esemplari dei generi Ficus (25 specie differenti) e Sterculia, il banano, la canna da zucchero, il cacao;  una terza mostra piante acquatiche tropicali con diverse specie di ninfee, il Papiro, bromeliaceae, orchidee e una serie di piante d'interesse alimentare di origine extraeuropea (il caffè,  l'ananas, il mango, la vaniglia, l'albero del pane ecc).

La serra delle succulente ha una ricca collezione di piante “grasse” tra cui diverse specie dei generi Euphorbia (30 specie), Aloe e Agave; una ospita una bellissimi e imponenti esemplari di Cycadeae ed infine l'ultima (interrata) viene utilizzata per ricerche di botanica applicata.

Le piante medicinali

Nel 2008 è stata riattivata soprattutto con il contributo dell'Associazione Amici dell’Orto botanico dell’Università di Genova l'antica sezione delle piante officinali. La scelta delle piante è ricaduta in un mix fra tradizione della medicina popolare italiana e piante originarie di altri continenti con attenzione alle specie più attuali nell’uso erboristico.

Tra le piante tradizionali la Valeriana, l’Angelica, la Camomilla, la Digitale, l’Iperico, la Cicuta. Tra quelle di altri continenti la pianta del Tè, la Perilla, l’Echinacea, la Stevia, la Jojoba. Altre importanti piante d'interesse medicinale, quali Ginko e Pilocarpo, per lo più arbustive o arboree sono presenti in altri settori dell'Orto Botanico.

Il numero di piante medicinali presenti nell’orto è di circa 150.