Palo verde

Palo verdedi Sergio Carlini. Esistono nel deserto di Sonora, due specie di Palo Verde; il giallo ed il blu. Il Palo Verde giallo Parkinsonia microphilla, sin. Cercidium microphillum, (che si distingue dal palo verde blu, Parkinsonia florida, a foglie più grandi e di colore azzurrino), è un arbusto, o un piccolo albero, piuttosto strano che cresce nel deserto di Sonora, (alte terre dell'Arizona, sud-ovest degli Stati Uniti, e stato di Sonora, Messico). Si è adattato in modo unico a sopravvivere al caldo terribile del sole del deserto.

Il Palo Verde blu, ha una lievemente maggiore esigenza di acqua, per cui si trova con maggiore frequenza alla base delle colline, piuttosto che sui pendii aridi, Il Palo Verde blu è l'albero simbolo dello Stato della Arizona.

Il Palo Verde, (termine spagnolo, usato anche negli Stati Uniti), che ha lo stesso identico significato in italiano, ha una corteccia sottile, quasi cerosa, costellata di spine di grandi dimensioni.

Non solo le foglie, ma anche il tronco liscio ed i rami sono dello stesso colore verde, ed hanno in parte conservato la azione di fotosintesi.

Infatti la corteccia verde contiene clorofilla, che dà la possibilità di continuare la fotosintesi quando l'albero blocca la fotosintesi fogliare durante periodi eccessivamente caldi ed asciutti. In questo modo l'albero non blocca completamente il metabolismo e può ancora, nel pieno dell'estate, immagazzinare l'energia nelle sue radici.

L'albero ha un apparato radicale estremamente profondo, per accedere a qualsiasi fonte di acque percolanti sotterranee.

Il Palo Verde è un "albero deciduo”, (e NON solo un albero a foglie decidue), nel senso che l'albero fa morire e cadere i rami che sono troppo disidratati nelle siccità gravi; in tal modo è come se l'albero si potasse da solo, diventando un albero più piccolo, i rami rimasti vivi, protetti in qualche modo anche da quelli seccati, riprendono la vegetazione senza problemi.

Il Palo Verde di norma ha una altezza modesta, i rami finali sono molto sottili e fittissimi, (uno accostato all'altro a fasci) quasi a limitare il vento arido che possa attraversarli.

Il portamento generale dell'albero si potrebbe definire “molto disordinato”. La pianta non tende a produrre un fusto vero e proprio, ma entro i primi 20 cm da terra il fusto tende ramificasi in 6-8 steli principali.

La forma dell'albero per successive ramificazioni raggiunge la sua massima larghezza di 3,5 metri fino a 4 - 6 metri, per una uguale altezza (tutto questo in natura); in ambiente ricco e con suolo profondo può raggiungere i 15-20 metri di altezza ed altrettanto in larghezza.

In ambiente naturale la crescita è piuttosto lenta, (più veloce per il Palo Verde blu) la dimensione dell'albero non è molto indicativa circa la sua età.

Il Palo Verde è essenza tipica del Climax del deserto di Sonora.  Le sue foglie sono composte e pennate, lunghe circa 1 pollice (2,5 cm), con minuscole foglioline rotonde.

Il Palo Verde è deciduo (perde le foglie) in periodi di siccità e nei periodi eccessivamente caldi, questo costituisce un adattamento all'ambiente, così come avviene in molte altre piante del deserto, questo gli permette di limitare al massimo la perdita di acqua per traspirazione.

I fiori del Palo Verde sono piuttosto grandi, (2,5 cm) giallo pallido, solitari; germogliano dal bordo dei rami, e sono impollinati dagli insetti.

La fioritura, tardo primaverile, non è affatto certa, se non piove la fioritura non avviene, e le gemme fiorali restano latenti.

Il frutto è un baccello lungo 4-8cm cm, ed i semi sono da uno a cinque in ogni baccello, il baccello si restringe tra un seme ed un altro così che i semi sono rilasciati separatamente.

I fiori ed i semi, sono prodotti quando la primavera è stata umida e fresca. I baccelli maturano nel mese di luglio, e restano diverso tempo attaccati ai rami.

I roditori spesso nascondono i semi in depositi di scorta sotterranei, di cui a volte dimenticano la ubicazione.

I semi sono molto resistenti e germinano solo dopo una stagione di piogge abbondanti.

I semi dimenticati nei depositi, o sepolti dal vento nel terriccio che hanno avuto le condizioni opportune, germinano, ma solo una quantità esigua delle piantine nate sopravvive, (circa 1,6 %), le piantine sono infatti estremamente sensibili alla siccità del suolo nei primi due o tre mesi, e spesso solo alcune di quelle intrappolate nei depositi ce la fanno, dato che è fondamentale in quel periodo poter approfondire le radici nella zona non arroventata del suolo. Spesso il crescere all'ombra di arbusti semierbacei tipici dello stesso ambiente, come la Ambrosia deltoidea costituisce un formidabile aiuto.

Il Palo Verde è un albero molto importante nell'ecosistema del deserto di Sonora.

Piccoli uccelli insettivori nidificano tra i suoi rami, la quaglia di Gambell adopera i cespugli di Palo verde come rifugio, alcuni roditori li usano come riparo.

Gli ovini selvatici del deserto (la pecora dalle grandi corna), il cervo mulo, le lepri e roditori in genere pascolano con le sue foglie.

Il Pècari (cinghiale del sud-ovest) ama molto mangiare i suoi baccelli.

Il miglioramento dell'ambiente sotto la chioma del Palo verde, e nelle sue macchie, soprattutto per limitare la temperatura e conservare la umidità è fondamentale per la germinazione di moltissime piante del deserto. Il Palo Verde è la principale pianta nutrice del cactus Saguaro e del cactus a botte.

I Palo Verde crescono dalle zone aride ai climi semiaridi, con inverni miti ed estati calde, e due distinte stagioni delle piogge.

Si trovano sulla parte basale dei pendii montani e nei piani alluvionali da una quota di 300 m fino a 1300 m, è la specie dominante degli altopiani del deserto di Sonora, in Arizona ed in Messico.

Le piante introdotte in Australia e nelle Hawaii per usi di giardinaggio e decorazione si sono diffuse e sono diventate infestanti, e soprattutto nelle aree semidesertiche dell'Australia si sostituiscono alla flora locale. Sono stati importati parassiti della pianta dalla Arizona in Australia, per limitarne la vegetazione.

Alcune specie di Parkinsonia, meno legate all'ambiente particolare del deserto di Sonora, sono diffuse nelle zone aride del centro e sud America.

I semi possono essere macinati e utilizzati per produrre la farina alimentare, che è commestibile.

Gli indiani Seri del Messico settentrionale usano i semi ed i fiori come cibo, e fanno collane coi semi.

Usi analoghi sono praticati dai nativi Opata, Yaqui, O'odam (Pima), e Cochimi che vivono nello stesso ambiente, ed hanno analoghe origini culturali. Un colorante rosso può essere ottenuto da fiori.

Il legno di Palo Verde non ha usi particolari, salvo che può essere usato come modesto combustibile.

La specie non è a rischio di estinzione.

Curiosità.

Un albero di Palo Verde fu fondamentale per risolvere un caso di omicidio. In inizio degli anni '90 fu trovato il cadavere di una ragazza nuda a faccia in giù in un arroyo (letto di un ruscello asciutto) in una zona isolata e semidesertica dell'Arizona. Fu subito sospettato un giovane che si era visto negli ultimi tempi con la ragazza, ma non esisteva alcuna prova a suo carico, il giovano affermò di non essersi mai recato nella zona, piuttosto lontana, dove era stata trovata la ragazza morta. Sul pavimento del suo pik-up fu però trovato un baccello secco di palo verde, simile ad altri milioni presenti nel deserto dell'Arizona, contenete tre semi. Le piogge avevano cancellato le tracce dei due, assassino e vittima, sul luogo del delitto, ma gli inquirenti esclusero che i due si fossero allontanati dal arroyo nella macchia spinosa circostante, quindi mapparono le piante di Palo Verde nella zona in cui era stato trovato il corpo, poi raccolsero ed analizzarono il genotipo di ognuna. La pianta madre dei tre semi del pick-up fu individuata con certezza, mediante esame del corredo genetico, sia dei semi che della pianta madre, a pochi metri distanza da dove era stata deposta la ragazza.

Infatti ogni pianta, ed ogni seme, ha il proprio genotipo individuale, proprio come è per gli esseri umani. Il giovane fu immediatamente arrestato e, sulla base di tale prova, fu poi condannato.

6-01-2013

Sergio Carlini