Nicotiana tabacum L. - Tabacco

Grazie alla gentile donazione di Nadia è arrivata all’Orto Botanico la pianta del Tabacco.

Nicotiana tabacum L. è pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Solanacee, nativa delle zone tropicali e subtropicali dell'America. Il nome tabacco viene usato per parlare del prodotto ottenuto essiccando le foglie. La pianta, che si trova solo in coltivazione, è la più comunemente coltivate tra tutte le piante del genere Nicotiana, principalmente per ottenere materiale per sigarette e sigari.

Nel suo primo viaggio nel Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo conobbe la pianta presso gli indigeni dell'isola di Hispaniola. Nel 1560, Jean Nicot de Villemain (da cui il nome) portò dei semi di tabacco e delle foglie della pianta, descritta come un "farmaco miracoloso", dal Portogallo alla corte francese, promuovendone l’uso medico.

La Nicotiana tabacum è poco ramificata, alta generalmente tra 1-2 metri, con picchi di 2,5 m, con grandi foglie verdi e lunghi fiori bianco-rosato a forma di tromba.

Ogni parte della pianta, tranne il seme, contiene nicotina. La distribuzione della nicotina nella pianta matura è piuttosto variabile: il 64% del totale si trova nelle foglie, il 18% nello stelo, il 13% nella radice, e il 5% nei fiori.

La nicotina è un alcaloide.

È un potente veleno naturale e continua ad essere inclusa nella formulazione di vari insetticidi (usati in agricoltura) nonostante le ultime ricerche nel campo mettono in relazione la scomparsa delle api (responsabili dell’ 80% delle impollinazioni) a livello mondiale proprio a causa del massiccio impiego di questi "insetticidi nicotinoidi".

In piccole dosi, la nicotina aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna. In dosi elevate provoca nausea e vomito. La nicotina è un potente vasocostrittore perciò aumenta il rischio di patologie cardiovascolari legate all'arteriosclerosi.

Il contenuto di nicotina nel tabacco provoca assuefazione nell'uomo. I consumatori abituali di nicotina sviluppano una fortissima dipendenza fisica dalla sostanza, simile alla dipendenza generata dall'eroina secondo molti, alla quale si aggiunge una più o meno forte dipendenza psichica. I sintomi dell'astinenza comprendono una sensazione di vuoto, e ansia. Il loro picco è raggiunto in genere tra le 48 e le 72 ore. La nicotina produce un aumento del rilascio di dopamina che genera una sensazione di piacere. La dipendenza fisica da nicotina è quindi legata anche alla necessità biochimica di mantenere elevati livelli di dopamina.

Oltre a tutto ciò, la nicotina esplica anche un effetto a livello gastrico in sinergia con altri componenti del fumo di tabacco. A pochi minuti dall'assunzione di fumo di tabacco si verifica un incremento del 15% della secrezione di HCl (acido cloridrico) da parte della mucosa gastrica. Questa potrebbe essere la ragione per cui il desiderio di sigaretta aumenta dopo i pasti, specie se abbondanti.