Jatropa

La Jatropha -  Carburante o combustibile?

La Jatropha (Jatropha curcas  L.) è un arbusto o piccolo albero appartenente alla famiglia delle Euforbiacee, e come tutte le altre Euforbiacee è velenoso; è in buona compagnia (l'Hevea-albero della gomma, la Poinsettia-stella di Natale, il Ricino). La Jatropha ha foglie relativamente grandi, è originaria del Centro America. E' alta fino ai quattro -cinque metri ma di norma è potata bassa e condotta a costituire siepi.I fiori sono modesti, come avviene sempre con le euforbiacee; i frutti sono capsule contenenti grossi semi ricchi di olio (28-38%), che tendono ad irrancidire, (vanno essiccati e macinati entro sei mesi dalla raccolta). L'olio contiene diverse sostanze tossiche, tra cui saponine, cianuri ed altre sostanze irritanti, se consumato produce gravi disturbi: intossicazione, nausea e vomito, ha un poderoso effetto purgativo.

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Dato che è tossica è ottima a costituire recinzioni viventi, (le capre e gli altri erbivori si guardano bene dal brucarla), spesso è usata per recintare i villaggi, in Africa è spesso usata per recintare tombe e cimiteri. Il legno secerne una linfa lattiginosa caustica ed irritante e le radici velenose non temono parassiti di alcun tipo. Vive in clima arido e desertico ed in terreni poveri, spesso sassosi o rocciosi.  

Come mai la Jatropha si sta lentamente diffondendo in tutto il mondo nei paesi caldi ed aridi? Le coltivazioni razionali di Jatropha producono da 2 a 5 tonnellate di semi per ettaro, che danno da 6-700 fino a 1700 litri di olio per ettaro. L'olio di Jatropha non è adatto alla alimentazione umana, ma è un ottimo combustibile e carburante.  L'olio è un ottimo combustibile per riscaldare, cuocere o illuminare (nei paesi poveri una esagerata quantità di risorse è dedicata alla raccolta di legna da ardere, bruciata poi in focolari di scarsissima efficienza, (la raccolta di legna da ardere è un compito a cui sono spesso deputati donne e bambini), Quale effetto congiunto la raccolta di legna da ardere e l'allevamento brado delle capre sono la maggior causa di desertificazione.

L'olio di Jatropha contenuto nei semi, così come è ottenuto dalla molitura, con minime filtrazioni, è direttamente un ottimo carburante (Vegoil) adatto per specifici motori a bassissima tecnologia (motori molto semplici, robustissimi, e facili da condurre e riparare)  come il motore Lister, adattissimo ad  esempio per produrre localmente a livello domestico energia elettrica, motrice o per pompare acqua, o a tecnologia molto più elevata come l'Elsbett, per l'autotrazione.  La produzione dell'olio è una operazione semplice, che non abbisogna di impianti tecnologici sofisticati, basta un semplice piccolo frantoio spesso azionato proprio da un motore Lister, che addirittura può funzionare ad olio vegetale. E' possibile che non sia necessario trasferire il prodotto per lavorarlo, la produzione di olio ed il suo consumo (o utilizzo) possono avvenire direttamente nelle regioni di produzione, o addirittura nell'ambito dello stesso villaggio. Per altri aspetti che possono riguardare l'industria, (che può essere la grande industria, ma anche la media o piccola, o l'industria domestica), l'olio vegetale può essere usato per produrre lubrificanti, detergenti, oli cosmetici, solventi, vernici.  Ovviamente l'olio oltre che essere olio vegetale da usare direttamente come carburante è anche un'ottima materia prima per ottenere il (derivato) carburante biodiesel, mediante un procedimento industriale di metilazione; non avendo i residui solforati dei  combustibili fossili non induce la produzione di particolato e di piogge acide. La produzione dell'olio ed il suo consumo come combustibile è una attività ecocompatibile dato che restituisce all'atmosfera la anidride carbonica che era sta prelevata dalla pianta dall'atmosfera stessa. 

La pianta è una ottima pioniera contro la desertificazione, vive in ambiente povero ed arido, (così frequente in paesi del terzo mondo) ma non essendo brucata dagli erbivori si sottrae alla deforestazione di rapina dell'allevamento di capre o pecore, è inoltre assolutamente esente da parassiti, sopporta la estrema povertà ed anche elevati livelli di salinità nel suolo.  La pianta essendo molto rustica e di un ambiente molto povero può non competere, (non sottrarre spazio) alle piante alimentari d'alto livello, che normalmente sono più esigenti, ed abbisognano di suoli più ricchi.   Essendo un arbusto piuttosto alto è  una buona barriera per il vento, consolida le dune sabbiose con le radici, può proteggere ed associarsi nella crescita con con altre specie botaniche soprattutto altri arbusti ed erbe, costituendo quindi la prima difesa contro la desertificazione. La costituzione di un primo presidio (creazione di un microclima e la protezione per altre piante od erbe) e, ad esempio, la fissazione delle dune sabbiose, è un passo importante verso la riforestazione.  Il panello residuo alla frangitura non è commestibile, neppure per gli animali, ma può essere sottoposto a fermentazione ottenendo biogas, che è un ottimo combustibile, ed allo stato secco può essere direttamente bruciato, ovvero può essere usato ottimamente come concime.  La pianta è quindi adatta a suoli poveri, aridi ed anche leggermente salini, in climi caldi, (necessita solo di modeste irrigazioni all'impianto), sopporta temperature minime attorno allo zero, (pare che  in Australia sia stata selezionata una varietà resistente a -5°C) , la vegetazione ottimale si ha comunque a temperature superiori ai 14°C, non sopporta terreni asfittici ed allagati. 

La riproduzione per seme è molto agevole, ma di norma si preferisce la moltiplicazione per talea o innesto, (che agevole non lo è poi tanto), dato che la riproduzione per seme non garantisce la qualità delle nuove piantine. La specie è monoica (porta fiori maschili e femminili separati sulla stessa pianta); alcune varietà hanno una sovrabbondanza di fiori maschili rispetto ai femminili; e dato che sono i fiori femminili che producono frutti in tal caso la pianta produce meno semi. Per la produzione di semi oleosi è  stata praticata, nei paesi di origine, una modesta selezione per le specie che presentano una produttività più elevata. 

 Le Piante di Sergio Carlini