Bisnonno Settimio giardiniere dell’Orto

Orto Antico 1 miniRicordi dell'Orto Botanico attraverso i ricordi degli altri.
Mio bisnonno Costantino Settimio Vaccari detto "Settimo" era nato a San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino emiliano. Non so come fosse approdato a Genova, forse su indicazione della sorella Ortensia che, grande cuoca, dopo aver prestato servizio in alcune famiglie a Bologna ,aveva trovato lavoro nella nostra città. Io non l'ho conosciuto ma fin da piccola mia madre e mia nonna mi raccontavano dell'Orto Botanico di cui era custode. Lui, la moglie Giulia e Elda, la figlia più piccola, vivevano li, parliamo degli anni '30, ma tutti erano innamorati di quel luogo e così figli e nipoti vi trascorrevano interi pomeriggi. Mia mamma , all'epoca bambina, andava volentieri dai nonni, doveva essere per lei un luogo magico. Suo compagno di giochi era tal Paolo Mariotti, figlio del giardiniere di origini toscane.

Orto antico 2Con lui giocava per i viali e si arrampicava pericolosamente sulle serre sino a quando all'urlo di "la Prifissora!" scendevano di corsa e andavano a nascondersi. Chi fosse la terribile Prifissora non ci è dato saperlo. Il signor Mariotti oltre ad essere bravo ed esperto giardiniere, pare fosse un grande fischiatore di opere, persino i bambini lasciavano i loro giochi per ascoltarlo. Giulia, mia bisnonna,spesso cucinava per il Professor Beguinot che pare avesse la moglie malata.

Ricordo un bellissimo calamaio, dono del Professore oltre al volto di un crocefisso, intagliato nel legno, era stato gettato dalla finestra assieme ad altri oggetti dopo il tragico bombardamento e mia mamma lo aveva raccolto. Ho sentito parlare di felci giganti, di piante tropicali, di alberi del pepe e di canfora ed ho pensato ad una specie di paradiso.
Per quanto riguarda "Settimo" non ne so molto, un uomo tanto piccolo di statura quanto tosto, quando era giovane anche un po' rissoso. Mia mamma lo ricorda come un buon nonno, pomeriggi con lui a preparare le cartucce ma lei, ragazzina distratta, spesso sbagliava le dosi, così allo sparo o non avevano la forza di uscire dalla canna del fucile o esplodevano con gran rinculo. Lui con un gesto della mano diceva: "Ah cla patozzina (quella ragazzina), un giorno o l'altro mi farà saltare per aria!" io lo immaginavo come una specie di cow boy, del resto di cognome faceva Vaccari.

di Lorella Finocchiaro