Il Diario ritrovato di Penzig

Otto Penzig miniUn Diario ritrovato? Precisamente. Adesso.
In questo caso del viaggio di esplorazione nella natura indonesiana, (1896 - 1897) di Ottone Penzig, cofondatore dell'Istituto di Botanica dell'Università. Essendo lui di origine tedesca (anche se naturalizzato italiano), il manoscritto è in tedesco. Ho trovato quel diario in un luogo inconsueto, ed a causa di eventi inconsueti: a Breno (valle Camonica) e grazie ad una amica di mia moglie. Il diario era conservato dal pronipote del Penzig; mai pubblicato e neppure mai letto. Da subito è apparsa evidente la sua importanza:

gli schizzi ed i disegni di costumi, abitazioni, strumenti musicali, le fotografie, hanno dato in modo chiaro il segnale che non si trattava solo "botanica" in senso stretto, ma anche di un vero spaccato culturale della fine dell'ottocento in Asia, fatta da uno scienziato versatile e colto.
Occorreva però capire lo scritto, quindi trovare un trascrittore dall'ermetico tracciato a mano, con inchiostri improbabili, ad un testo tedesco in normale videoscrittura, e poi da quello la traduzione in italiano, senza nel frattempo perdere la scorrevolezza del discorso e, ovvio, il contenuto scientifico e culturale.

Per la prima parte è venuta in aiuto la rete di relazioni botaniche nella persona del mio "confratello" botanico di una "Confrèrie" francese di coltivatori di piante rare, l'austriaco Helmut, di Gmunden, che si è detto entusiasta di questo lavoro di riscoperta.

Penzig diario mini

Per la traduzione ha operato mirabilmente Gabriele Campodonico, laureato in germanistica a Genova, ma anche Antije Suzanne Rath, ed Elizabeth Mueller, mie amiche italo- tedesche, trovate o ritrovate; la traduzione di terzi è stata assolutamente necessaria, dato che non conosco il tedesco.
Tutte queste persone hanno lavorato senza compensi economici di sorta.
Poi il mio lavoro di verifica ed ordinamento lessicale, botanico. e topologico.

E' stato molto interessante, dato che nel frattempo l'Indonesia ha avuto l'indipendenza (1947) e quindi i nomi delle città (di origine olandese) sono ritornate ai loro nomi indonesiani: Batavia in Jakarta, Buitenzorg in Bogor..., ma anche la translitterazione ha avuto modifiche ed adeguamenti.
Poi il Penzig ci mette di suo, scrivendo in tedesco, ma anche in olandese, inglese, francese, malese, indonesiano, con qualche parola araba, e naturalmente qualche parola italiana.
A poco a poco il testo è affiorato, ed è mirabile, fresco, ripulito e reso scorrevole, è però tal quale nel significato.

Il documento ricostruito, il 10 Luglio è stato consegnato in bozza al vertice universitario di Botanica, per ora con foto e schizzi non riprodotti al meglio. 
Vengono ora naturali i desideri di integrazione, con commenti a fronte, di studio, di valutazione, critica, le estensioni; ma questa è un'altra pagina da scrivere.

Sergio Carlini