Biodiversità: una nuova strategia della UE

La Commissione europea ha presentato una nuova strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa nel prossimo decennio.

Il commissario europeo all'ambiente, Janez Potočnik, nel presentare la nuova strategia ha sottolineato che «Noi esseri umani, oltre ad essere parte integrante della biodiversità, dipendiamo da essa per procurarci cibo, acqua e aria pulite, e un clima stabile. È il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta e tutti noi sappiamo cosa accade quando ci indebitiamo al di là delle nostre possibilità. Dovremmo tutti riconoscere la gravità della situazione e l'incapacità finora dimostrata di risolvere il problema. È giunto il momento di impegnarsi molto più a fondo. Sono certo che questo nuovo approccio multisettoriale ci metterà sulla giusta strada per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020».

La Commissione spiega che in Europa la biodiversità è a un punto critico, con l'estinzione delle specie che aumenta a ritmi mai registrati prima. Il degrado di molti ecosistemi ha raggiunto un'entità tale per cui essi non sono più in grado di fornire l'ampia gamma di servizi da cui dipendiamo, dall'aria e acqua pulite, all'impollinazione delle colture, alla protezione dalle inondazioni. Questo degrado si traduce in enormi perdite socioeconomiche per l'Ue. «Si stima, ad esempio - dice la Commissione - che l'impollinazione ad opera degli insetti, in netto calo in Europa, abbia un valore economico di 15 miliardi di euro all'anno nell'Ue. La situazione non è meno preoccupante a livello mondiale».

Nell'Ue la perdita di biodiversità è soprattutto dovuta a cambiamenti nell'utilizzo del territorio, inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse, diffusione incontrollata di specie non autoctone e cambiamenti climatici. La pressione esercitata da tutti questi fattori è costante o in aumento. Solo il 17% degli habitat e delle specie esaminati godono di uno stato di conservazione soddisfacente e la maggior parte degli ecosistemi non riesce più a fornire in quantità e qualità ottimali i servizi da cui dipendiamo, come l'impollinazione delle colture, aria e acqua pulite, il controllo delle inondazioni o dell'erosione.

L’Unione Europea ha quindi messo a punto un nuovo piano decennale che si propone il raggiungimento di sei obiettivi cruciali.

  • l’attuazione scrupolosa della normativa vigente in merito di protezione della natura e delle riserve;
  • il ripristino ed il miglioramento degli ecosistemi;
  • politiche agricole e forestali sostenibili;
  • protezione degli stock ittici;
  • strategie di contenimento delle specie invasive;
  • un maggiore contributo dell’UE al piano internazionale di protezione della biodiversità.

Per Potocnik questo nuovo approccio multisettoriale permetterà di imboccare il percorso giusto per arrestare la perdita di biodiversità da qui al 2020.

Ma al di là delle proposte, la vera sfida di Bruxelles resta il legame concreto tra i fondi comunitari e il rispetto dell’ambiente negandoli a quanti non rispondano a determinati requisiti. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, visto che quella dell’agricoltura rappresenta la fetta più grande dei finanziamenti comunitari agli Stati membri. La parola adesso passa ai 27 Ministri dell’ambiente che si incontreranno a Bruxelles a Giugno. Il rischio è un altro buco nell’acqua così come successo al vertice sull’ambiente di Copenaghen.